A margine delle celebrazioni del 25esimo anniversario dell’Ordinazione Episcopale del Cardinale Gran Maestro, il Governatore Generale Ambasciatore Leonardo Visconti di Modrone ha riunito i Luogotenenti di lingua italiana recentemente entrati in carica ed i loro predecessori.
Scopo della riunione era quello di facilitare il passaggio di consegne e favorire il proseguimento di quel clima di fraterna collaborazione instauratosi con gli anni nel gruppo. La riunione ha consentito anche uno scambio di valutazioni su come meglio avvalersi dei benefici di cui può avvalersi la “Fondazione dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme – Ente del Terzo Settore” recentemente creata dal Cardinale Gran Maestro che ne è il Garante.

Materiali e Sussidi

La giornata di Terra Santa costituisce un importante occasione pastorale, una preziosa opportunità per sensibilizzare i fedeli sulla realtà della Chiesa che vive nei Luoghi Santi, dove Gesù ha compiuto l’opera della nostra redenzione.

Fai conoscere l’iniziativa della colletta del Venerdì Santo nella tua parrocchia e sostieni la Chiesa cattolica in Terra Santa. https://www.collettavenerdisanto.it/la-colletta-del-venerdi-santo/materiali-e-sussidi/

 

S. E. R. Mons. Corrado Lorefice, Gran Priore della Luogotenenza Italia-Sicilia tramite lettera, ha fatto pervenire a S. Em. R. il Signor Cardinale Fernando Filoni, Gran Maestro dell’Ordine i più fervidi auguri per la fausta ricorrenza del XXV anniversario di Ordinazione Episcopale, assicurando la preghiera di tutti i cavalieri e le dame di Sicilia.
Oggi pomeriggio, anche S. E. il Luogotenente Gr. Uff. Maurizio Chiarenza incontrando di persona il Gran Maestro, gli manifesterà la riconoscenza di tutti i membri della Luogotenenza Sicilia per l’instancabile e proficuo servizio alla Chiesa universale.

Carissimi Confratelli, Cancelliere, Presidi e Delegati,
Pregiatissima Consorella Delegato,
Carissimi Confratelli componenti il Consiglio di Luogotenenza,

desidero ringraziarVi per quanto avete fatto e per quanto farete per il nostro amato Ordine. La Vostra dedizione,
la puntualità e l’attaccamento ai valori che ci animano — fede, carità, comunione e formazione — hanno
consentito di operare, in questi anni, con pieno riconoscimento ai più alti livelli.
La completa presa in carico di una struttura così ampia e complessa come la nostra Luogotenenza, che conta oltre
700 membri ed è estesa su un vasto territorio, richiede tempo e attente valutazioni, certamente mie, ma
necessariamente sostenute dal contributo di ciascuno di Voi.
Per tale motivo, le nostre attività in seno all’Ordine non possono e non devono arrestarsi. La vita delle nostre
Sezioni e Delegazioni — delle quali ritengo di confermare Presidi e Delegati sino alla naturale scadenza del
mandato — deve proseguire come prima e più di prima. Parimenti, le attività della Luogotenenza, che richiedono
l’apporto di tutti i componenti del Consiglio, nessuno escluso, continueranno senza soluzione di continuità: gli
attuali membri rimarranno in carica sino alla nomina del nuovo Consiglio.
Vi ringrazio sin d’ora per quanto farete, per il Vostro supporto e per il servizio zelante che, con dedizione e lealtà,
Vi contraddistingue.
Vi abbraccio fraternamente nella Verità che viene dalla Croce.

Maurizio Chiarenza

Carissimi Presidi e cari Delegati,

desidero porgere a Voi e ai Vostri familiari gli auguri di una buona e santa Pasqua di Resurrezione, che Vi prego di estendere ai Cavalieri e alle Dame delle Sezioni e delle Delegazioni di Sicilia.
Appena tornato da un breve Pellegrinaggio in Terra Santa, svolto insieme ai Luogotenenti di lingua italiana per portare la nostra concreta solidarietà a coloro i quali si spendono nel meritorio servizio e nell’ insostituibile magistero in quella Terra oggetto purtroppo dei tragici avvenimenti che ci rattristano, ancor più pressanti e significative appaiono le parole che ci sono state rivolte nel recente messaggio pasquale da S. Em.za
Reverendissima il Cardinale Fernando Filoni, Gran Maestro dell’ Ordine: “E’ questo amore di Dio riversato in noi attraverso lo Spirito a darci conforto e a spingerci nella nostra missione. Un amore che esplode e “sposta” le pietre, come in quel giorno di Pasqua in cui la pietra non poteva più stare davanti al Sepolcro: la morte è stata vinta allora per sempre e per noi questa è una certezza “.
Nell’attesa quindi di trascorrere la gioia della Pasqua, arricchita quest’anno dalla grazia dell’Anno Giubilare, consapevoli del motto ” Pellegrini di speranza” e sforzandoci di renderlo in noi vivo nei suoi molteplici aspetti e significati, rivolgiamo un sentito pensiero di vicinanza ai nostri Confratelli e alle nostre Consorelle che la
vivranno in Terra Santa in un contesto di sofferenza e timore, che auspichiamo possa avere finalmente termine, impegnandoci sempre più ad essere degni custodi di quel Sepolcro vuoto che ci è stato affidato.
Con l’auspicio di avere al più presto la possibilità di riprendere con serenità e in sicurezza i nostri Pellegrinaggi in quella Terra, uniti in preghiera perché questo intendimento possa diventare una realtà, Vi abbraccio tutti fraternamente in Cristo Signore.

Maurizio Russo

LetteraAuguri SantaPasqua2025

Carissimi Signori Presidi e carissimi Signori Delegati,

Vi trasmetto la lettera a Voi indirizzata in occasione del Santo Natale dell’anno 2024.
Vi prego di diffonderla tra i Confratelli e le Consorelle delle Sezioni e delle Delegazioni in cui svolgete in modo encomiabile il Vostro servizio, di cui Vi ringrazio di cuore.
La lettera è anche posta all’attenzione dei Signori Componenti del Consiglio di Luogotenenza ai quali porgo i miei affettuosi auguri e rivolgo il mio più sentito grazie per l’opera che svolgono.
Con un fraterno abbraccio a  tutti Voi rivolto.
Maurizio Russo

Lettera auguri Santo Natale 2024

Carissimi Confratelli e Carissime Consorelle,

ci apprestiamo a celebrare la Santa Pasqua, la più importante ricorrenza posta a fondamento della nostra fede, con il cuore colmo della grande gioia nella rinnovata luce del Salvatore Risorto e, al contempo, colmo della tristezza per il tragico, terribile e lungo periodo di guerra che purtroppo continua a coinvolgere la Terra Santa.

Con ancora vivo l’edificante e coinvolgente ricordo del nostro Pellegrinaggio svolto all’inizio dello scorso mese di ottobre rivolgiamoci a nostro Signore, invocando l’intercessione della Beata Vergine Maria, la Madre alla quale filialmente ci stringiamo.

Anche quest’anno, in questa solennità, mi permetto citare S. Em.za Rev.ma il Cardinale Fernando Filoni, Gran Maestro dell’Ordine, che nel volume da Egli scritto e intitolato “E tutta la casa si riempì del profumo dell’unguento” ci ricorda, tra l’altro che Conviene allora fermarsi ancora, seppure brevemente, sul magnifico, alto e ultimo gesto umano di Gesù morente di affidamento della madre ... a Giovanni … Fu quel gesto che definì la nuova maternità di Maria in senso ecclesiologico … La fede di Maria in ogni momento rimase a lievitare, per riapparire nel contesto della Comuniapostolica in preghiera, in attesa dello Spirito Santo ... Per l’Ordine del Santo Sepolcro Maria con il titolo di “Nostra Signora Regina della Palestinaè liturgicamente venerata quale Patrona il 25 ottobre ... L’Ordine, dunque, per profonde motivazioni, ha particolarmente a cuore l‘amore per la Madre di Gesù, alla quale si rivolge quale faro di pacifica convivenza fra i cristiani e le popolazioni che abitano la Terra Santa, terra benedetta proprio dalla stessa presenza storica di Maria e dove Ella non ha ancora del tutto esaurito la speciale missione affidatale dalla Provvidenza”.

E allora, sempre fraternamente uniti, preghiamo per la pace e per scongiurare ogni guerra, come quelle di inaudita violenza a cui oggi assistiamo, e proseguiamo nella missione a cui siamo stati chiamati, continuando ad operare a sostegno della Terra Santa e nelle realtà ecclesiali in cui viviamo.

Porgo i più fervidi auguri per la Santa Pasqua di Risurrezione, che Vi prego di estendere ai Vostri familiari, con un fraterno abbraccio in Cristo Gesù a ciascuno di Voi rivolto.

Maurizio Russo

 

Lettera prot.19 23 3 2024 auguri Santa Pasqua

Cari Cavalieri e Dame,

c’è un brano, tra i più significativi del Vangelo, in cui la ‘parola’ del Signore si fa ‘gesto’ carico di un contenuto nuovo e che ci aiuta ad entrare nella Pasqua del Signore.  Il gesto, sappiamo, è sempre un linguaggio che rafforza la parola, anzi la rende non di rado più suggestiva.

Veniamo al brano nella narrazione che ce ne dà l’evangelista Luca: il Maestro è a Gerusalemme in occasione della Pasqua; egli aveva ampiamente parlato della vigilanza, mettendo in guardia dall’ipocrisia e dagli inganni; stando poi nell’Atrio del Tempio, volle commentare un gesto quasi insignificante e nascosto, l’obolo di una povera vedova che entrando nella Casa di Dio donava il proprio contributo di due soldi, tutto ciò che aveva; fu un gesto di amore molto bello per quel Luogo che era lo spazio della presenza gloriosa dell’Altissimo in mezzo al suo Popolo: la Shekinah di Dio; su Gerusalemme Gesù aveva anche preannunciato il giorno in cui la Città santa sarebbe stata umiliata, distrutta e privata della propria nobiltà spirituale. Era stata una giornata faticosa e di sera, allora se ne andò sul costale del Monte degli Ulivi per pregare avendo a fronte la Città di Davide.  Noi conosciamo bene quel posto suggestivo di fronte alle imponenti mura e alla spianata del Tempio se abbiamo già fatto il nostro pellegrinaggio in Terra Santa.

Il giorno dopo, ricorrenza degli Azzimi, Gesù desiderando celebrare la Cena Pasquale, mandò Pietro e Giovanni a preparare il necessario: luogo, pane, vino, erbe amare, dicendo: «Andate a preparare per noi la Pasqua» (Lc 22, 8). La Pasqua ebraica, così ricca di simboli per Israele, è per Gesù l’ultima, ma anche l’occasione per un ‘evento nuovo che egli ha nel cuore: l’istituzione di quella che per la Chiesa diverrà la Pasqua sacramentale, l’Eucaristia: «Quando fu l’ora prese posto a tavola e gli apostoli con lui: Ho desiderato, ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi – disse – prima della mia passione … Poi preso un pane … lo spezzò e lo diede dicendo: Questo è il mio corpo … fate questo in memoria di me …; prese il calice dicendo: Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue …» (Lc 22, 14 e ss.).

Il segno dello ‘spezzare il Pane’ e di ‘prendere il Calice’ diverrà l’impronta del riconoscimento del Maestro risorto.

In quell’agire di Gesù la ‘parola’ si era fatta ‘gesto’ significante, cioè sacramento.  Attorno ad esso si radunerà la Chiesa, e i Cristiani si riconosceranno come Koinonia, cioè Comunità di fede nel Risorto, in cui ogni battezzato avrà un’esistenza ‘ecclesiologica’ alla quale si lega per sempre.  Nella parola di Gesù divenuta, dunque, gesto, c’è tutto il ‘segno’ sacramentale consegnato alla Chiesa; in questo senso, nella fede, lo accogliamo anche noi.

Come Pietro e Giovanni siamo chiamati anche quest’anno a preparare la Pasqua, ben sapendo che, in quanto Cavalieri e Dame dell’Ordine del Santo Sepolcro, siamo indissolubilmente legati al mistero di Cristo; noi non possiamo non ascoltare lo stesso invito di Gesù: «Andate a preparare … la Pasqua», senza essere spiritualmente e emotivamente coinvolti dall’evento nuovo del Signore in tutta la sua bellezza e ricchezza. Quella richiesta di Gesù ci riguarda direttamente.

Non avrebbe senso andare in pellegrinaggio a Gerusalemme se venisse meno il significato profondo di ciò che siamo e desideriamo essere; se non avessimo il desiderio di rivivere la Pasqua del Signore e con il Signore, perché ogni pellegrinaggio è un andare a preparare la Pasqua nella nostra vita, nella nostra fede. La Pasqua resta l’evento che unisce in Cristo l’eternità di Dio e il nostro tempo.

Anche quest’anno, nonostante i drammi che sconvolgono la Terra Santa, accogliamo quell’invito rivolto a Pietro e Giovanni, quelle parole del Signore che Egli poi traduce in gesto sacramentale; non per una qualche abitudinarietà che spesso accompagna le nostre ricorrenze religiose, ma per quel rendere attuale la grazia pasquale come se fosse l’unica o anche l’ultima della nostra vita. Per gli Apostoli effettivamente fu nell’Ultima Cena con Gesù prima della sua passione che capiranno il senso della nuova ‘Alleanza’ fondata sul mistero della morte e risurrezione. Il ‘gesto’ compiuto nell’Ultima Cena, che era rimasto per così dire sospeso in vista della passione e morte del Signore, riacquista tutta la pienezza nella Pasqua di resurrezione del Signore e viene restituito alla Comunità apostolica e alla Chiesa come Azione di Grazia.

Parafrasando una riflessione di Sant’Agostino (sul Salmo 60) possiamo dire che Gesù prese in sé il senso della Pasqua ebraica ridonandola a noi rinnovata in una nuova Alleanza, prese da noi l’umiliazione del peccato e il dramma della morte, e a noi offrì il perdono e la gloria della risurrezione, consegnandocela nel Sacramentum novum.

Nel triduo pasquale, che inizia con la Cena eucaristica il giovedì santo (primo giorno), uniamoci alla sofferenza nel Getsemani, seguiamo Cristo nell’umiliazione, morte e sepoltura (secondo giorno), e, facendo nostro il silenzio sabatico (terzo giorno), rimaniamo nell’attesa della Pasqua di resurrezione, come il Signore aveva detto.

Buona Pasqua.

Fernando Card. Filoni,
Gran Maestro

 

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